Il Conero e le stagioni dei nudibranchi

Le tante specie di nudibranchi che al Conero si alternano durante le stagioni del mare.

Forse non molti sanno che il mare del Conero è ricco di nudibranchi, sia in qualità (circa 50 specie diverse censite), sia in quantità (alcune specie nella giusta stagione arrivano a concentrazioni di una decina di esemplari in un fazzoletto di parete).

Cratena durante la deposizione sugli idrozoi coperti da sedimenti– Cratena peregrina

I nudibranchi sono molluschi che appartengono alla classe dei gasteropodi (Gastropoda), infraclasse opistobranchi (Opisthobranchia) e cioè gasteropodi caratterizzati dalla posizione delle branchie nella parte posteriore del corpo; altra caratteristica comune alla maggior parte degli opistobranchi è l’assenza della conchiglia, persa nell’evoluzione. A causa dell’aspetto simile (corpo molle, andamento strisciante e mancanza di una conchiglia), spesso tutti gli opistobranchi vengono confusi per nudibranchi, ma in realtà tra i vari ordini di questa infraclasse (Anaspidea, Cephalaspidea, Pleurobranchomorpha, Sacoglossa, Nudibranchia, etc.), ci sono delle differenze abbastanza consistenti. Addirittura a volte vengono scambiati per nudibranchi anche i vermi piatti, che non sono neanche molluschi ma platelminti (Platyhelminthes). I nudibranchi sono lenti, ma non hanno molti predatori perché spesso a causa della loro dieta, sono fortemente indigesti. La colorazione sgargiante, ha proprio lo scopo di ricordarlo ai predatori smemorati. Per comprendere ed approfondire gli aspetti ecologici, comportamentali e morfologici, consiglio vivamente la bella guida sugli opistobranchi del Conero, scritta con grande passione e competenza dall’amico Federico Betti, dove si evidenziano anche le differenze tra i principali sottogruppi di nudibranchi. Questi organismi negli ultimi anni sono diventati per molti subacquei motivo di grande interesse in tutto il mondo. Probabilmente perché se ne contano tantissime specie diverse, quasi sempre coloratissime e dalle forme curiose, ma anche perché la loro proverbiale lentezza li rende ottimi soggetti per l’obiettivo e per una attenta osservazione. Cerchiamo però di non dimenticare che sono assai fragili e quindi da “non maneggiare”…… neanche con cura!

Cratena– Cratena peregrina

Nei fondali del Conero le diverse specie di nudibranchi si alternano praticamente durante tutto l’anno. La forte escursione termica del mare tra estate ed inverno (una ventina di gradi lungo la costa) produce un’alternanza di condizioni assai diverse, garantendo la presenza di cibo sia per specie “amanti del freddo”, sia per specie più “freddolose”. Tutti i più noti ed interessanti punti di immersione del Conero offrono la possibilità di avvistare i nostri amici, ma fermo restando l’inutilità di cercare una specie invernale in piena estate, anche nella giusta stagione certe specie si concentrano maggiormente in determinate zone piuttosto che in altre. Questo dipende soprattutto dalla concentrazione di cibo (si tratta di animali che spesso si nutrono di una sola cosa e che non si muovono molto). La dieta varia da specie a specie, passando dalle spugne ai briozoi, dagli idrozoi alle ascidie. Nel tempo ho imparato che anche per i nudibranchi cercare il loro cibo preferito, è un buon metodo per scovarli, ma soprattutto aiuta aguzzare la vista ed armarsi di pazienza, perché alla fine se da un lato la livrea colorata aiuta (cosa per altro non comune a tutte le specie), dall’altro c’è la mole contenuta che gioca a sfavore. Allora giù, a muso basso, concentrato come un cane da trifola, tanto che se sopra la testa mi passasse uno squalo, sicuramente non me ne accorgerei. Il fatto è che lungo la costa del Conero di squali ne passano pochini, mentre di creature piccole c’è grande abbondanza e varietà, quindi è con il naso a due palmi dagli scogli o dalla sabbia che si fanno gli incontri migliori.

Flabellina– Flabellina pedata

Visto che ogni periodo dell’anno può essere quello giusto per i nudibranchi, iniziamo da gennaio. Al Trave tra la Sabellaria e le minuscole cozze dalle valve ancora trasparenti ed appena accennate, cominciano a spuntare i primi nudibranchi tanto giovani da ricordarsi ancora di quando erano larve e tanto piccoli da stare su un’unghia. In questo periodo e finchè l’acqua non si scalda un po’, è possibile avvistare Flabellina pedata , Flabellina lineata e facendo particolare attenzione, Doto coronata. Da marzo la bugula, il briozoo di cui Janulus cristatus si nutre, inizia a ricoprire con chiazze evidenti diverse zone dei fondali del Conero. Questo è il momento di cominciare a cercare il nostro amico giallo e paffuto. Per lui di solito il Trave non tradisce le aspettative e dopo una attenta ricerca cominciano solitamente a spuntare i primi esemplari. Il corpo ricoperto di gonfi palloncini semitrasparenti, la colorazione che va dal giallo tenue fino all’ocra di qualche esemplare più sgargiante, dimensioni assai più consistenti dei tre citati in precedenza. Una siffatta figura, non può che rendere J. cristatus un ambito soggetto fotografico, a patto che si riesca a trovargli la testa!

Janulus cristatus

Già la testa, ma qual è la testa di un nudibranco? Quella dove spuntano i rinofori, ovvero le antenne in cima alle quali c’è il naso dei nudibranchi, in altre parole il loro maggiore organo sensoriale. Sotto ai rinofori, un po’ più in basso c’è anche la bocca, da dove i nostri lumachini estraggono la radula, una specie di lingua seghettata e robusta con la quale strappano il cibo e lo portano all’interno del cavo orale. Attorno alla bocca sono a volte ben visibili una coppia di tentacoli orali (in alcuni casi molto simili ai rinofori). A proposito, non cercate gli occhi, potrebbe essere un esercizio sterile tanto sono piccoli e ben celati sotto l’epitelio.

Felimare villafranca

In aprile e maggio non è difficile avvistare Felimare villafranca, stazza spesso minuta, ma livrea dal fondo blu inconfondibile. Ad essere onesti, determinare senza dubbio tutti gli avvistamenti come appartenenti alla specie F. villafranca, è un pochino azzardato, visto che distinguerla da altre specie dello stesso genere non è semplice (F. gasconi, F.tricolor, F. bilineata).

P.quadrilineata con ovatura appena deposta– Polycera quadrilineata

Nello stesso periodo al Trave non si può non incontrare Polycera quadrilineata, corpo biancastro semitrasparente e striature ed escrescenze giallo vivo, depone ovature che si fa fatica ad immaginare come potessero essere contenute nel suo corpo minuto. Almeno sino a quando qualcuno non ci spiega che il muco che forma il nastro che contiene le singole uova, appena arriva a contatto con l’acqua tende ad assorbirla gonfiandosi.

R. rubra con ovatura appena deposta– Rostanga rubra

In giugno ai Sassi Neri con un po’ di fortuna è possibile trovare Rostanga rubra, uno dei nudibranchi più rari dalle nostre parti e non solo. Un simpatico peluche arancione. Nello stesso periodo in diversi punti di immersione, ma soprattutto al Trave, si può vedere un’altra specie contraddistinta dalla livrea arancione, Discodoris rosi.

D. rosi con ovatura– Discodoris rosi

Siamo arrivati all’estate, il sedimento tende a coprire un po’ tutto regalando una tappezzeria a volte di un color fango uniforme; non fanno eccezione gli idrozoi, i cui fragili rametti soffrono piegati sotto il peso della impalpabile sedimentazione. Proprio in questo grigio scenario, spiccano “grappoli” di Cratena peregrina con i suoi sgargianti cerata dai riflessi rossi e blu.

Gruppo di Cratene su idrozoi coperti da sedimenti– Cratena peregrina

I cerata sono in pratica delle branchie (e non solo ad onor del vero, ma non la facciamo troppo complicata!). In determinati gruppi di nudibranchi le “branchie nude” hanno preso la forma di questa sorta di capigliatura (tipicamente negli Aeolidini e in modo funzionale più rozzo in qualche caso tra gli Arminini), mentre in altri casi le branchie sono rappresentate dal tipico ciuffetto posteriore, che può anche essere retrattile. C. peregrina, è solitamente amante del caldo ed è forse la specie più diffusa e presente al Conero. Capita di contarne diverse decine in un metro quadro al Trave. Pascola, bruca idrozoi, si accoppia e depone “spalla a spalla” con la specie dopo di lei più famosa dalle nostre parti, Flabellina affinis  (anche detta Flabellina viola).

Esemplari di Flabellina viola in fase di accoppiamento e ovature– Flabellina affinis

Se da giugno a ottobre C. peregrina e F. affinis affollano le aree a nord della baia di Portonovo (sono presenti anche a sud ma forse in quantità minore), Felimida luteorosea è la presenza fissa dei fondali a sud di Portonovo. Un vero e proprio scherzo della natura con i suoi bolli gialli su fondo viola, presenta la forma stereotipata del nudibranco, corpo appiattito dorso-ventralmente, ciuffo branchiale, rinofori ben visibili. In realtà, la sua forma non è quella tipica del nudibranco, ma di un particolare gruppo di nudibranchi, quello dei Doridini.

Felimida luteorosea

Sempre sul nostro amato Trave, da fine estate ai primi di Ottobre, ecco Calmella cavolini (una delle più piccole lumache del Conero). Pochi millimetri di corpo esilissimo bianco, dal quale partono enormi (se confrontati al corpo) e rigonfi cerata rossi o arancioni.

Calmella cavolini

Concludiamo così la nostra piccola carrellata attraverso le stagioni dei nudibranchi al Conero, piccola e assolutamente non esaustiva viste le poche specie citate rispetto alla moltitudine presente. Forza e coraggio, erogatore in bocca e giù, loro sono lì ad aspettarci e sono solo una delle tante meraviglie nascoste all’occhio sbadato, che il mare del Conero ospita.

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